
2) Il discorso dichiarativo.
Aristotele presenta l'importante distinzione fra il discorso
dichiarativo, che sempre afferma o nega qualcosa, e altri tipi di
discorso che non presentano enunciazioni vere o false.
De Interpretatione, 17a 1-32 (vedi manuale pagine 118-120).
1   Ogni discorso  poi significativo, non gi alla maniera di uno
strumento naturale, bens, secondo quanto si  detto, per
convenzione. Dichiarativi sono, per, non gi tutti i discorsi, ma
quelli in cui sussiste un'enunciazione vera oppure falsa. Tale
enunciazione non sussiste certo in tutti: la preghiera, ad
esempio,  un discorso, ma non risulta n vera n falsa.
Prescindiamo dunque dagli altri discorsi, dal momento che
l'indagine al riguardo  pi pertinente alla retorica o alla
poetica. Il discorso dichiarativo spetta invece alla presente
considerazione.
2   Il primo discorso dichiarativo, che sia unitario, 
l'affermazione; in seguito viene la negazione. ogni altro discorso
 invece unitario per un collegamento. E' del resto necessario,
che ogni discorso dichiarativo derivi da un verbo o da una
flessione del verbo; in realt, anche il discorso definitorio
dell'uomo, quando non sia stato aggiunto: , o era, o sar, o
qualcosa di simile, non risulta ancora un discorso dichiarativo.
Per tale ragione inoltre l'espressione: animale terrestre bipede,
costituisce un'unit, e non invece una molteplicit. Essa
risulter una, in realt, non certo per il fatto che i suoi
termini siano stati enunciati in una successione immediata. Il
dire ci spetta tuttavia ad una diversa trattazione. Il discorso
dichiarativo  comunque uno solo, se rivela un'unit oppure se
risulta unitario per un collegamento, mentre si hanno molti
discorsi dichiarativi, quando questi rivelano, non gi un'unit,
bens molti oggetti, oppure quanto essi mancano di un
collegamento. Il nome, o il verbo, sar dunque da considerarsi
semplicemente come un termine detto, non potendosi sostenere che
faccia una dichiarazione colui che rivela a questo modo qualcosa
con la voce, sia poi che una persona lo interroghi, oppure che ci
non avvenga, ed egli stesso si esprima spontaneamente. I discorsi
dichiarativi unitari, d'altro canto, si distinguono in
dichiarazioni semplici, giudizi, se ad esempio qualcosa viene
attribuito a qualcosa, o qualcosa viene separato da qualcosa, ed
in dichiarazioni formate da pi dichiarazioni semplici, come nel
caso di un discorso gi composto. La dichiarazione semplice,
orbene,  suono della voce, significativo per quanto riguarda
l'eventuale appartenenza o non appartenenza di qualcosa, secondo
le divisioni del tempo.
3   L'affermazione  il giudizio, che attribuisce qualcosa a
qualcosa. La negazione  invece il giudizio, che separa qualcosa
da qualcosa. D'altra parte, poich si pu dichiarare, sia che ci
che appartiene a qualcosa non vi appartine, sia che ci che non
appartiene a qualcosa vi appartiene, sia che ci che appartiene a
qualcosa vi appartiene, sia che ci che non appartiene a qualcosa
non vi appartiene, e poich lo stesso si pu dire rispetto ai
tempi all'infuori del presente, risulter cos possibile sia
negare tutto ci che qualcuno ha affermato, sia affermare tutto c
che qualcuno ha negato. E' dunque evidente, che ad ogni
affermazione risulta contrapposta una negazione, e ad ogni
negazione un'affermazione

 (Aristotele, Organon, Laterza, Bari, 1970, volume secondo, pagine
60-61) .

